La psicoterapia online non è una terapia virtuale ma una psicoterapia da remoto, faccia a faccia, reale a tutti gli effetti.
Per costruire una relazione terapeutica con il nostro psicoterapeuta che superi la distanza fisica e tecnologica è importante seguire alcuni consigli.
Quando ci rechiamo in presenza dallo psicoterapeuta, iniziamo durante lo spostamento per arrivare allo studio, a prepararci al colloquio. Pensiamo cosa dire e quale tema abbiamo affrontato l’incontro precedente. Anche quando usciamo dallo studio, ci rimangono in mente le riflessioni fatte e durante il tragitto verso l’impegno successivo, ce ne separiamo lentamente.
Nel colloquio online è quindi utile ritagliarci un po’ di tempo, prima e dopo il colloquio, per favorire la concentrazione e la decantazione. Possiamo uscire per una breve passeggiata intorno all’isolato o ascoltare una musica rilassante, per non immergersi subito negli impegni quotidiani. Contrassegniamo questo momento di cura di noi stessi che ci regaliamo con una piccola attività.
Scegliamo un posto della casa tranquillo, se possibile isolato, dove siamo sicuri che non saremo disturbati e dove nessuno entrerà o ci ascolterà.
Se abbiamo bambini dobbiamo provvedere che ci sia qualcuno che si prenda cura di loro.
Qualora si verificasse un imprevisto, come una citofonata o una consegna, possiamo sempre interrompere il colloquio per gestire il contrattempo e recuperare la concentrazione. Con la flessibilità e la capacità di adattamento riusciamo ad affrontare ciò che non possiamo controllare.
Scegliamo una stanza della casa che sappiamo avere una buona connessione internet. Togliamo le notifiche e la suoneria per non essere disturbati, così come facciamo quando siamo in presenza. Ci diciamo con lo psicoterapeuta, in anticipo, cosa fare se dovessero esserci problemi di connessione, ad esempio, continuiamo il colloquio con il telefono cellulare ecc. per non lasciare in sospeso il nostro lavoro.
La stanza deve essere sufficientemente illuminata. Il dispositivo elettronico che utilizzeremo dovrà essere appoggiato per permetterci di avere un’immagine stabile. E’ preferibile un’inquadratura a mezzo busto, dove i due volti siano paralleli per favorire il contatto con gli occhi.
L’immagine deve essere nitida e per non creare delle ombre; non ci posizioniamo in controluce.
Il suono e la voce sono importanti in psicoterapia quanto l’immagine. Se usiamo delle cuffie da computer possiamo cogliere le sfumature della voce, l’intonazione e preservare ulteriormente la nostra privacy.
In questo modo, lo spazio tra noi e lo psicoterapeuta è molto vicino. Possiamo vedere le espressioni del viso, sentire il respiro e creare una reale, buona, vicina, sicura relazione online, superando la distanza fisica.
Possiamo tenere a portata di mano una sciarpa o un telo morbido da utilizzare in alcuni momenti per sentire una sensazione di vicinanza e contenimento. Se abbiamo un animale domestico che non ci disturba, lo possiamo tenere vicino per ricevere una sensazione di sicurezza.
I bambini possono utilizzare i giochi preferiti per sentirsi più tranquilli. Con i bambini è possibile fare dei colloqui più brevi.
L’approccio psicoterapeutico EMDR, di cui ho scritto un post “Trauma ed EMDR”, può essere applicato in situazioni online senza perdere di efficacia né modificare il protocollo originale che viene utilizzato nei colloqui in presenza. Le iniziali ricerche confermano questo dato (vedi Ricerche sugli effetti della terapia EMDR on line).
L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa (si concentra sulle convinzioni cognitive, le emozioni e le sensazioni corporee) che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per trattare disturbi legati ad esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.
Così come avviene quando siamo presenti nella stessa stanza, per gestire lo stress e le emozioni derivanti dai nostri ricordi più dolorosi, possiamo imparare a tranquillizzarci con gli esercizi di stabilizzazione, quali, il respiro consapevole, il grounding (sentire la pressione del pavimento sotto i piedi), la percezione delle diverse parti corpo, il luogo sicuro, ecc.
Possiamo trovare insieme allo psicoterapeuta la stimolazione bilaterale* più adatta a noi per la desensibilizzazione e rielaborazione dei ricordi. La stimolazione bilaterale degli occhi la possiamo fare tradizionalmente seguendo le dita del terapeuta o guardando due punti estremi della stanza che possono essere gli angoli delle pareti o due oggetti posizionati ad una certa distanza. Se utilizziamo il computer possiamo mettere due post-it ai due lati dello schermo. Per la stimolazione alternata destra-sinistra possiamo utilizzare l’abbraccio della farfalla o il tapping con le mani sulle nostre gambe, su un cuscino o sulla scrivania. Possiamo velocizzare o rallentare il ritmo o fare brevi o più lunghe stimolazioni bilaterali.
Possiamo disegnare o scrivere parole o linee temporali che ci aiutino a rappresentare graficamente ciò che diciamo, su una lavagna virtuale o su carta e poi scattare una foto e inviarcela.
Se durante il colloquio, pensando ad un ricordo, ci estraniamo (dissociazione), il nostro terapeuta, così come avviene quando siamo nella stessa stanza, ci aiuterà a recuperare la percezione del qui ed ora, attraverso il grounding, il respiro consapevole, il guardarci attorno, l’osservare gli oggetti della stanza, il contare, il sentire dei profumi ecc.
Il colloquio online, con questi accorgimenti, può scorrere come se fossimo nella stessa stanza.
Durante la pandemia, abbiamo potuto apprezzare i vantaggi della psicoterapia online e a distanza di due anni possiamo affermare che ha permesso di creare una cultura psicologica sempre più diffusa.
*Terapia EMDR: studi di neurofisiologia hanno dimostrato che le stimolazioni bilaterali alternate durante le sessioni di EMDR sono in grado di mettere in connessione le aree sottocorticali del talamo e dell’amigdala dove risiedono le memorie traumatiche emotive e somatosensoriali con le aree della corteccia prefrontale deputate al pensiero e all’autoconsapevolezza con conseguenze da parte di queste ultime di desensibilizzazione ed elaborazione delle informazioni sottocorticali.