La sessualità nella coppia

 

La sessualità all’interno della coppia rimanda all’intimità sia in senso emotivo sia prettamente fisico. L’intimità che la coppia costruisce fa riferimento a sua volta alla precedente esperienza di intimità e vicinanza emotiva e fisica che ciascun partner ha avuto con i propri genitori durante l’infanzia. 

C’è una somiglianza tra il legame di attaccamento che si ha avuto con i propri genitori e il legame di coppia.

Da queste prime relazioni si creano delle aspettative su come l’altro risponderà ai nostri bisogni, delle idee di noi, una capacità di regolare le emozioni, che influenzano la relazione con il partner. 

La sessualità all’interno di una coppia risente della fiducia che si ha nel partner, della capacità di richiedere una vicinanza fisica, del rapporto con il proprio corpo, del sentirsi all’altezza, della capacità di lasciarsi andare e di permettersi di prendere o dare ciò di cui si sente il bisogno.

Il sesso all’interno di una coppia può essere tanto prezioso quanto pericoloso.

E’ prezioso perché rende vitale la relazione. La sessualità è un fattore protettivo per la stabilità della coppia.

Ma può essere altrettanto pericoloso perché nell’attività sessuale si possono trasferire emozioni di rabbia, vergogna, sensi di colpa, paura, pensieri negativi di sé, di non sentirsi adeguati e modalità di stare in relazione apprese come la ricerca di potere, di dominanza o di dipendenza. 

Un rapporto difficile con il piacere, il giudizio come se fosse un atto sporco, la fatica di lasciarsi andare, il bisogno di controllare l’ambiente e la relazione possono essere tra le cause di una cattiva relazione con la sessualità.

Una buona relazione di coppia si poggia su un equilibrio tra vicinanza e distanza. Solo se i partner riusciranno a garantire momenti di indipendenza reciproca (senza il timore di perdere la persona amata) e momenti di dipendenza reciproca (senza il timore di perdere la propria identità) sarà possibile raggiungere un’intimità senza la fusione

Il desiderio sessuale ha bisogno di spazi individuali da dedicare a se stessi. In questo tempo di distanza, il desiderio ha un tempo per intensificarsi, per arricchirsi del senso di mancanza, che poi porta a ricercare il partner all’interno della relazione di coppia.

Nell’esperienza erotico sessuale si intrecciano molti aspetti, da quelli psicologici a quelli organici, sociali, etici, religiosi, politici, economici. La sessualità è quindi complessa e richiede un approccio a 360° che tenga conto di tutti questi aspetti e della stretta connessione che c’è tra la mente e il corpo. 

Prima della sessualità dobbiamo quindi parlare della intimità fisica/sessuale.

 

ASPETTI CHE FAVORISCONO L’INTIMITA’ SESSUALE

Alcuni atteggiamenti e modi di agire che favoriscono il senso di intimità tra i partner sono:

  • La determinazione: la capacità di determinare la propria sessualità e le proprie relazioni. Così come ci impegniamo nello studio, nel lavoro, nella gestione della casa, nella cura del corpo, è necessario impegnarsi giorno dopo giorno nella relazione di coppia, per renderla funzionale e soddisfacente.
  • L’attitudine alla sperimentazione condivisa nella sessualità. Consente da una parte di ampliare la routine sessuale sperimentando nuovi modi di vivere insieme e di nutrire il desiderio nel tempo, dall’altra favorisce la capacità di adattarsi alle situazioni della vita, attraverso la possibilità di trovare nuovi modi di stare insieme. 
  • La capacità di sapersi rilassare, di saper giocare, di vivere le emozioni positive, di sapersi divertire.  Tutte le routine, come anche la routine sessuale, può comportare la morte del desiderio. Tutti i desideri, come anche quello sessuale, si nutrono dei cambiamenti, della variabilità, del bisogno di giocare e di sperimentare.
  • Il ritenersi responsabili delle proprie azioni, superando l’idea che ognuno pensi di essere nel giusto e di colpevolizzare il partner. 
  • La capacità di introspezione e ponderatezza ovvero la capacità di riflettere sui propri e altrui pensieri (empatia).
  • L’obiettività e stabilità emotiva, quindi la capacità di rassicurarsi e regolare le proprie emozioni. 
  • Il manifestare sia a parole che nei fatti, il riconoscimento del valore dell’altro, l’apprezzamento per le sue azioni e l’affetto per la sua persona.

Una persona con una buona autostima riesce ad esprimere in maniera più libera il proprio desiderio sessuale. Una buona comunicazione nell’ambito della sessualità, consente ai due membri della coppia di poter parlare liberamente dei propri vissuti, delle proprie sensazioni ma anche delle proprie preferenze rispetto alla sessualità. 

La realizzazione di sé è positivamente correlata alla soddisfazione sessuale. Ma se le proprie necessità si antepongono costantemente prima di quelle del partner, l’egoismo e l’egocentrismo influenzeranno negativamente la relazione sessuale.

 

OSTACOLI AL RAGGIUNGIMENTO DI UNA SODDISFACENTE RELAZIONE INTIMA

  • Idea di sé negativa. Una persona con scarsa autostima più probabilmente andrà incontro a vissuti di inadeguatezza, di vergogna nel momento di sperimentare il desiderio, come se, non se lo potesse concedere o meritare. 
  • Esperienze di contatto fisico nella famiglia d’origine. L’esperienza di dare e ricevere piacere fisico all’interno di una relazione stabile è influenzata dalle prime interazioni avvenute tra il bambino e il genitore, dalla presenza o meno di nutrimento emotivo avvenuto attraverso il toccarsi affettuosamente. Il modo in cui la persona ha amato ed è stato amato dei suoi genitori e il modo di amarsi che ha osservato nei genitori costituiranno delle mappe dentro la persona, che influenzeranno tutte le sue relazioni in positivo e in negativo. 
  • Educazione familiare. Una visione della sessualità caratterizzata da inibizioni e paure possono impedire l’espressione libera di sensazioni, emozioni e sentimenti.
  • Rabbia. La sessualità può diventare il terreno dove esprimere rabbia, frustrazione, aggressività nei confronti del partner che non possono essere espresse in altro modo.
  • Conflitti irrisolti. La sessualità rappresenta quell’area che più delle altre risente di tutti i conflitti irrisolti, delle paure, del modo con cui la persona ha portato avanti il proprio processo di separazione e individuazione dalla propria famiglia d’origine.
  • Potere. Il partner attraverso un disturbo sessuale può detenere un potere all’interno della coppia perché impedisce al partner di godere pienamente del rapporto sessuale.
  • Una quota di rabbia, competizione, ambivalenza, è inevitabile all’interno di una relazione intima. E’ importante che i partner possano risolvere questi sentimenti negativi, senza fintamente reprimerli o metterli al centro della relazione, evitando di spostarli sulla sessualità o manifestarli attraverso la sessualità. Una disfunzione sessuale può servire a ribilanciare un potere nella coppia, rispetto ad aspetti che il partner sente di subire nella coppia.
  • Relazione tra partner. Se la relazione tra i partner è basata su una interazione del tipo genitore-figlio piuttosto che una relazione alla pari, la qualità della vita sessuale può risentirne. E’ infatti difficile sentire un desiderio sessuale con un partner che è viene vissuto come un genitore o come un figlio. 

 

Altri fattori che inficiano sulla qualità della vita sessuale sono:

    • la stanchezza fisica e psicologica 
    • eventi avversi, come perdita del lavoro, lutti
    • cambiamenti dell’immagine corporea
    • l’utilizzo di farmaci
    • fattori ormonali 
    • l’insorgenza di alcune malattie che possono condizionare la vita sessuale e relazionale dei due partner
    • gli stili di vita dagli impegni lavorativi diversi a diversi modi di vivere la quotidianità anche dal punto di vista del desiderio in senso stretto (chi predilige la mattina chi predilige la sera)
    • il vivere in ambienti angusti, case piccole, quindi la mancanza di privacy
    • la presenza di

 

PAURE CHE POSSONO INTERFERIRE NELLA RELAZIONE INTIMA

 

Le paure, generalmente apprese nell’ambito della famiglia d’origine, che possono interferire nel creare una buona intimità e una buona attività sessuale sono:

  • la paura della dipendenza, 
  • la paura dei sentimenti, 
  • la paura della rabbia, 
  • la paura di perdere il controllo o di essere controllati,
  • la paura di esporsi, 
  • la paura di essere abbandonati. 

 

La paura della dipendenza può nascere quando è stata data molta importanza al fatto di riuscire a cavarsela da soli, senza ricorrere all’aiuto dei genitori. Il mito dell’autosufficienza può impedire di affidarsi al partner e contare sull’altro per il soddisfacimento dei propri bisogni emotivi. Se anche il partner presenta la stessa paura si può vivere un matrimonio parallelo dove ognuno vive la propria vita con una distanza emozionale.

La paura dei sentimenti può nascere quando la persona ha visto i genitori vivere i propri sentimenti in maniera eccessiva e con una costante perdita di controllo o viceversa, quando l’espressione dei sentimenti è stata svalutata e ridicolizzata. In entrambi i casi, il partner può reprimere e razionalizzare le proprie emozioni, 

La paura di esporsi può nascere quando la persona ha sentito che l’affetto dei genitori si manifestava a patto che raggiungesse dei successi. Il timore di mostrarsi nelle proprie fragilità, oltre la propria facciata o immagine ideale, possa essere utilizzato dal partner nei momenti di conflitto come critica, impedisce di raggiungere una vera e propria intimità.

La paura della aggressività, sia propria nei confronti degli altri che di quella che si potrebbe ricevere dagli altri. Può nascere da ambienti familiari nei quali o l’eccessiva aggressività familiare o il costante soffocamento del conflitto, hanno portato a credere che la rabbia sia qualcosa di distruttivo.  Nel primo caso, la persona, per timore che l’espressione della propria ostilità (inevitabile e fisiologica) verso il partner comporterebbe gravi conseguenze, preferisce evitare di stare in una relazione. Nel secondo caso, la paura della rabbia espressa dal partner può portare la persona ad essere sempre accondiscendente.

La paura di perdere il controllo o essere controllati porta a credere che in un rapporto intimo il partner assumerà troppo potere e dominio. La persona può temere di tornare ad assumere nella coppia, quella posizione di inferiorità che ha caratterizzato il rapporto con i genitori, perdendo la propria autonomia. 

La paura di essere abbandonato o rifiutato può portare la persona ad evitare di legarsi troppo al partner. Può nascere quando la persona ha vissuto dei lutti o separazioni coniugali.

 

 

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Dottoressa Simona Di Giovanni

Psicoterapeuta

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La discrepanza del desiderio sessuale

LA DISCREPANZA DEL DESIDERIO SESSUALE

 

La coppia può andare incontro ad una discrepanza del desiderio sessuale, spesso frutto di oscillazioni e fluttuazioni che sono fisiologiche, sane all’interno di una coppia. 

Quando c’è una discrepanza nel desiderio sessuale, la persona con un desiderio inferiore può sentire la pressione del doversi impegnare in un’attività sessuale con il partner o sentirsi in colpa o inadeguata per il basso desiderio sessuale e sentire come se non avesse scampo. Può sentire una pressione interna o una pressione del partner fatta propria, di soddisfare il partner.

Al contrario la persona che ha più desiderio potrebbe sentirsi rifiutata dal suo partner e vivere una frustrazione legata al fatto che i propri bisogni sessuali non sono soddisfatti fino in fondo. 

La discrepanza del desiderio della coppia può far riaffiorare vecchie difficoltà se la persona si porta una storia di inadeguatezza sessuale. Le critiche del partner possono accentuare il vissuto di non sentirsi all’altezza e le manifestazioni di ansia.

Il diverso modo di intendere i bisogni della sessualità richiede uno spazio di compromesso nella vita della coppia.  

Pregiudizi e stereotipi di genere possono condizionare la vita di coppia.

Le differenze di genere esistono ma non vanno considerate in termini assoluti in quanto sono presenti variazioni all’interno di ciascun genere, per cui le donne non sono sempre quelle che sperimentano un basso desiderio. Molte, desiderano la sessualità più del loro partner. 

Nascondersi dietro le differenze di genere non aiuta a considerare la discrepanza del desiderio sessuale nella sua complessità.

L’orientamento sessuale non comporta sostanziali differenze. Le coppie omosessuali vivono la discrepanza del desiderio e l’impatto che può avere sul soddisfacimento sessuale nello stesso modo delle coppie eterosessuali.

 

Le disfunzioni sessuali

LE DISFUNZIONI SESSUALI

 

Una disfunzione sessuale è un sintomo è come tale ha la funzione di:

difendere la persona da una situazione percepita come pericolosa, 

– autoregolare delle emozioni,

– evitare delle situazioni temute,

– ripristinare una vicinanza.  

La problematica sessuale permette di controllare il proprio corpo. Attraverso il dolore, lo scarso desiderio viene evitata o limitata la presenza del partner e  di conseguenza controllati i pensieri e le emozioni che l’altro può suscitare.

Le disfunzioni sessuali, insieme alle disforie di genere e ai disturbi parafilici fanno parte dei disturbi sessuali secondo il manuale diagnostico DSM 5.

Sono dei disturbi molto diffusi sia tra gli uomini che tra le donne.

Una disfunzione sessuale è caratterizzata da un’anomalia del processo che sottende il ciclo della risposta sessuale o da dolore associato al rapporto sessuale.

Le fasi del ciclo della risposta sessuale sono quattro:

  • desiderio
  • eccitamento (erezione per l’uomo, lubrificazione vaginale per la donna)
  • orgasmo
  • risoluzione (periodo refrattario)

Il criterio fondamentale per comprendere le disfunzioni sessuali è relativo allo stress percepito, al malessere riportato dalla persona in merito alla disfunzione sessuale. L’indicazione del partner o la possibile devianza da modelli culturali normativi  non viene ritenuta sufficiente per fare una diagnosi di disfunzione sessuale.

Le disfunzioni sessuali sia femminili che maschili creano un circolo vizioso all’interno della coppia. Il partner può reagire alla disfunzione sessuale con rabbia e frustrazione. Può sentire di ricevere poca attenzione e mostrare una chiusura emotiva. Può diventare rifiutante e punitivo. L’insoddisfazione alimenta una conflittualità e una riduzione della comunicazione. L’ansia verso i rapporti sessuali non fa altro che influire negativamente sul desiderio e l’eccitazione.  

L’ansia nelle sue varie forme, ha un ruolo inibitorio in quanto contribuisce alla perdita di concentrazione sulle proprie sensazioni sessuali. 

Il disturbo sessuale all’interno della coppia deve tener conto di una possibile collusione di entrambi i partner, nel mantenimento del sintomo e i possibili vantaggi secondari dello stesso.

Il partner che manifesta un disturbo sessuale, può esprimere attraverso di esso, una forte rabbia e aggressività passiva e assumere, una posizione di potere celato.

Poiché la disfunzione diventa un problema di coppia e non solo del partner che la manifesta, sarebbe auspicabile un approccio psicoterapeutico che coinvolga entrambi i partner. 

Nel comprendere le disfunzioni sessuali bisogna tenere in considerazione aspetti biologici, socioculturali e psicologici. Tutti questi fattori, per le conseguenze che i fattori psicologici hanno sulla neurobiologia, devono essere presi in considerazione nella valutazione e cura dei disturbi sessuali. 

I fattori organici che possono interferire sulla vita sessuale sono molteplici, tra questi: il diabete, l’ipertensione, il fumo, la menopausa, problemi neurologici e vascolari, carenze ormonali, uso di droghe, malattie organiche, farmaci.

Tra i fattori psicologici e relazionali hanno una influenza:  la relazione conflittuale con il partner, le differenti modalità di piacere erotico, il timore di una gravidanza indesiderata, la scarsa consapevoezza corporea, l’ansia, lo stress, traumi sessuali, sensi di colpa, restrizioni religiose.

Dato che le cause alla base delle disfunzioni possono essere sia di tipo organico che psicologico/relazionale, la cura ideale richiederebbe una collaborazione e integrazione dei diversi specialisti che si occupano della salute della donna e dell’uomo (ginecologo, urologo, endocrinologo, psicologo).

I disturbi sessuali possono essere presenti fin dalle prime esperienze sessuali o insorgere dopo un periodo di prestazione sessuale normale. Sarà importante capire se, il disturbo è insorto dopo un evento particolare o se si  verifica solo con alcuni tipi di situazione o partner o al contrario se è generalizzato a tutti i partner, situazioni o  stimolazioni, 

 

Disfunzioni sessuali femminili

DISFUNZIONI SESSUALI FEMMINILI

 

Si dividono in 4 categorie:

  • i disturbi del desiderio 
  • dell’eccitazione 
  • dell’orgasmo
  • legati al dolore sessuale (vaginismo e dispareunia)


La donna, rispetto al desiderio sessuale può :

  • sentire che sia strettamente collegato alla qualità della relazione con il partner, dal livello di intimità, dall’educazione ricevuta, da fattori culturali. 
  • presentare un livello più basso rispetto agli uomini e più sensibile alle situazioni che vive.
  • dare meno importanza a chi “prende l’iniziativa”.
  • dare più importanza alla qualità dei rapporti sessuali rispetto alla loro quantità e ciò la porterebbe a percepire come meno problematica la discrepanza nella frequenza e o nei livelli del desiderio sessuale.
  • presentare un desiderio sessuale di tipo responsivo, non immediatamente riconoscibile come tale, ma che sia possibile attivarlo in un secondo momento e a seguito di una stimolazione eroticamente adeguata e soddisfacente per la donna. 

L’eccitazione sessuale femminile tende ad essere più diffusa e non limitata all’area genitale. 

L’eccitazione con la lubrificazione vaginale è qualcosa di molto più discreto e variabile da donna a donna. L’apparato genitale è prevalentemente interno, solo in minima parte esterno.  

Il disturbo dell’eccitazione può interessare sia la lubrificazione vaginale che la sensazione psicologica del piacere. 

Oggi, a differenza del passato, sia l’orgasmo vaginale sia quello clitorideo che il piacere raggiunto al di fuori del rapporto di penetrazione sono considerati di pari importanza. 

Il vaginismo è una disfunzione sessuale che ha a che fare con il dolore, a causa della contrazione dei muscoli più esterni della vagina. Lo spasmo può avere differenti livelli di gravità e rendere impossibile o molto difficile la penetrazione. 

Ha una ricaduta sulla vita della donna e del partner perché spesso impedisce o rende molto doloroso il rapporto. Generalmente è un sintomo associato a reazioni fobiche verso la sessualità e spesso si riscontra una forte dipendenza dalla figura materna. L’impotenza subita nei confronti di un genitore autoritario può portare per contrapposizione e protezione ad un bisogno di imporre un controllo che non si è potuto avere nel passato. Attraverso il dolore pelvico, la donna esercita un controllo sul proprio corpo e sulla relazione, tenendo il proprio partner distante.

Quando il partner della donna che presenta questo disturbo accetta tale difficoltà senza manifestare nessuna pressione nel superamento del disagio che questo crea, l’ipotesi è che anche nel partner sia presente una difficoltà sessuale (disturbo erettile o eiaculazione precoce) che viene nascosta dal sintomo della donna (collusione di coppia). 

 

Disfunzioni sessuali maschili

DISFUNZIONI SESSUALI MASCHILI

 

Si dividono in 3 categorie;

  • Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo
  • Dell’erezione (disfunzione erettile)
  • Disordini dell’eiaculazione (precoce o ritardata)

Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo fa riferimento ad una persistente insufficienza o assenza di pensieri o fantasie sessuali erotici e di desiderio di attività sessuale. 

La principale causa e’ dovuta a fattori ormonali ma e’ importante anche tenere in considerazione gli aspetti psicologici come la mancanza di fantasie erotiche, la presenza di pensieri negativi che anticipano esiti negativi e preoccupazioni sulla prestazione (erezione) ed emozioni negative come tristezza e vergogna. 

L’uomo può vivere il desiderio in un modo più automatico, lineare meno influenzato dalle situazioni specifiche che vive. 

Il disturbo erettile si configura come incapacità di raggiungere o mantenere un’adeguata erezione necessaria alla penetrazione e al compimento dell’atto sessuale.

L’apparato genitale maschile essendo esterno consente all’uomo di stare a stretto contatto con la propria genitalità e con le proprie sensazioni. L’eccitazione dell’uomo è visibile con l’erezione.

Tra le cause organiche sono determinanti: disfunzioni cardio circolatori, diabete mellito, alti livelli di colesterolo, patologie di origine neurologica, endocrinologica, malattia alla prostata, abuso di sostanze stupefacenti, antidepressivi. Tra i fattori psicologici, incidono la difficoltà ad esprimere le emozioni, la depressione, bassa autostima, ansia, stress.  

A volte, l’esperienza di una mancata erezione, del tutto normale nella vita di un uomo, può innescare un meccanismo mentale di profezia che si autoavvera. La preoccupazione che si verifichi un nuovo insuccesso crea un’ansia da prestazione che condizionerà la risposta sessuale successiva. 

La sessualità nell’uomo si può trasformare in una sessualità prestazionale, perdendo la dimensione intima del rapporto. La preoccupazione per le dimensioni del proprio pene, dei tempi e della frequenza della risposta sessuale possono spingere alla ricerca e alla esibizione di attributi esterni (insieme al ruolo lavorativo, la bellezza, lo sviluppo della massa muscolare corporea, potere, oggetti status-symbol) per sentirsi “uomini veri o completi”. 

Per eiaculazione precoce si intende una modalità persistente o ricorrente di eiaculazione che si verifica durante i rapporti sessuali, circa un minuto dopo la penetrazione vaginale e prima che l’uomo lo desideri. 

Tra le cause organiche ci sono, la brevità del frenulo, la flogosi genitale, cause neurologiche, ipertiroidismo, assunzione farmaci serotoninergici. A livello psicologico, educazione sessuale, abusi sessuali subiti, depressione, ansia da prestazione, alessitimia, difficoltà relazionali. 

Il meccanismo psicologico che spesso rinforza l’eiaculazione precoce riguarda la tendenza da parte dell’uomo a distrarsi per ridurre l’intensità di piacere. Così facendo però, diventando “uno spettatore del rapporto sessuale” non riconosce le sue sensazioni fisiche che precedono il punto di inevitabilità orgasmica, perdendo in tal modo il controllo fisiologico del riflesso eiaculatorio. 

E’ possibile riscontare una fretta, non soltanto nel rapporto sessuale ma anche in altre manifestazioni della vita, come il mangiare, come una difficoltà a stare nella situazione. La fretta può essere utile a gestire l’ansia, una paura di entrare in contatto con emozioni negative o una anticipazione di fallimenti.

Per eiaculazione ritardata s’intende un marcato ritardo nell’eiaculazione, una marcata infrequenza o assenza di eiaculazione.  

Tra le cause organiche ci sono, tumori o traumi del midollo, sclerosi multipla, neuropatie sensitive, diminuzione dei livelli di androgeni, farmaci antipertensivi. 

A livello psicologico ci può essere una tendenza ad un eccessivo controllo, perfezionismo, un bisogno che tutto avvenga come uno vorrebbe, ansia da prestazione. Si è riscontrato un rapporto poco equilibrato con la propria aggressività (aggressività inespressa), sensi di colpa verso il sesso e la propria sessualità a causa di una educazione religiosa repressiva, vissuto di eccessivo controllo e invadenza da parte di figure femminili (madre e partner), aspettative genitoriali eccessive. 

La paura della propria spinta aggressiva, il timore che possa trasformarsi in una violenza distruttiva, lo ha portato fin dall’infanzia a non esprimerla, a non utilizzarla per mettere dei confini alle richieste eccessive dei genitori. I confini,  il sentire di avere diritto a fare delle cose per sé stessi, vengono vissuti con senso di colpa e pensieri di non meritarseli. Da adulto questa paura impedisce di vivere le sensazioni provenienti dal corpo e di lasciarsi andare all’esperienza orgasmica.

La preoccupazione per l’eiaculazione, l’anticipazione di un risultato negativo, porta l’uomo ad estraniarsi e ad auto-osservarsi, distaccandosi dalle sensazioni legate al piacere. Durante la masturbazione, la persona con eiaculazione ritardata, sentendo meno l’aspetto giudicante, può rimanere più concentrato sulle sue fantasie erotiche e manifestare di meno la disfunzione sessuale. 

 

Psicoterapia di coppia

PSICOTERAPIA DI COPPIA

Rapporti sessuali insoddisfacenti rappresentano la spia, il segnale di difficoltà della relazione di coppia.

La vita sessuale di una coppia è un buon modo per capire come funziona una coppia. 

Il disturbo sessuale è un sintomo attraverso il quale la coppia può manifestare una crisi. 

Se la coppia può abbassare il livello di aggressività, di rancore, di preoccupazione per la separazione, può accedere alla crisi in modo costruttivo e fare una richiesta di aiuto ad uno psicoterapeuta.  

Attraverso una psicoterapia di coppia i partner possono cercare e trovare in modo costruttivo e collaborativo un significato al disturbo sessuale per:

  • comprendere se c’è stato uno spostamento di emozioni di rabbia, ostilità, rancore sulla sessualità creando una relazione basata sulla competizione, sul potere, su ruoli di dominanza e sottomissione.
  • comprendere se l’area della sessualità è stata inibita da una relazione basata sull’accudimento, per cui il partner si è trasformato in un figlio da curare e controllare.
  • comprendere se la sessualità è stata sostituita da una relazione di attaccamento in cui il partner viene visto come un genitore al quale fare sempre richieste di aiuto e di vicinanza.
  • cogliere i pensieri negativi di sé e dell’altro come il sentirsi in pericolo, non all’altezza, giudicati, che portano ad evitare la sessualità o a viverla in termini prestazionali.
  • favorire una ricerca condivisa del piacere, una maggiore complicità nel rapporto sessuale, all’interno di una relazione nella quale i partner si possano sentire alla pari.