La sessualità all’interno della coppia rimanda all’intimità sia in senso emotivo sia prettamente fisico. L’intimità che la coppia costruisce fa riferimento a sua volta alla precedente esperienza di intimità e vicinanza emotiva e fisica che ciascun partner ha avuto con i propri genitori durante l’infanzia.
C’è una somiglianza tra il legame di attaccamento che si ha avuto con i propri genitori e il legame di coppia.
Da queste prime relazioni si creano delle aspettative su come l’altro risponderà ai nostri bisogni, delle idee di noi, una capacità di regolare le emozioni, che influenzano la relazione con il partner.
La sessualità all’interno di una coppia risente della fiducia che si ha nel partner, della capacità di richiedere una vicinanza fisica, del rapporto con il proprio corpo, del sentirsi all’altezza, della capacità di lasciarsi andare e di permettersi di prendere o dare ciò di cui si sente il bisogno.
Il sesso all’interno di una coppia può essere tanto prezioso quanto pericoloso.
E’ prezioso perché rende vitale la relazione. La sessualità è un fattore protettivo per la stabilità della coppia.
Ma può essere altrettanto pericoloso perché nell’attività sessuale si possono trasferire emozioni di rabbia, vergogna, sensi di colpa, paura, pensieri negativi di sé, di non sentirsi adeguati e modalità di stare in relazione apprese come la ricerca di potere, di dominanza o di dipendenza.
Un rapporto difficile con il piacere, il giudizio come se fosse un atto sporco, la fatica di lasciarsi andare, il bisogno di controllare l’ambiente e la relazione possono essere tra le cause di una cattiva relazione con la sessualità.
Una buona relazione di coppia si poggia su un equilibrio tra vicinanza e distanza. Solo se i partner riusciranno a garantire momenti di indipendenza reciproca (senza il timore di perdere la persona amata) e momenti di dipendenza reciproca (senza il timore di perdere la propria identità) sarà possibile raggiungere un’intimità senza la fusione.
Il desiderio sessuale ha bisogno di spazi individuali da dedicare a se stessi. In questo tempo di distanza, il desiderio ha un tempo per intensificarsi, per arricchirsi del senso di mancanza, che poi porta a ricercare il partner all’interno della relazione di coppia.
Nell’esperienza erotico sessuale si intrecciano molti aspetti, da quelli psicologici a quelli organici, sociali, etici, religiosi, politici, economici. La sessualità è quindi complessa e richiede un approccio a 360° che tenga conto di tutti questi aspetti e della stretta connessione che c’è tra la mente e il corpo.
Prima della sessualità dobbiamo quindi parlare della intimità fisica/sessuale.
ASPETTI CHE FAVORISCONO L’INTIMITA’ SESSUALE
Alcuni atteggiamenti e modi di agire che favoriscono il senso di intimità tra i partner sono:
- La determinazione: la capacità di determinare la propria sessualità e le proprie relazioni. Così come ci impegniamo nello studio, nel lavoro, nella gestione della casa, nella cura del corpo, è necessario impegnarsi giorno dopo giorno nella relazione di coppia, per renderla funzionale e soddisfacente.
- L’attitudine alla sperimentazione condivisa nella sessualità. Consente da una parte di ampliare la routine sessuale sperimentando nuovi modi di vivere insieme e di nutrire il desiderio nel tempo, dall’altra favorisce la capacità di adattarsi alle situazioni della vita, attraverso la possibilità di trovare nuovi modi di stare insieme.
- La capacità di sapersi rilassare, di saper giocare, di vivere le emozioni positive, di sapersi divertire. Tutte le routine, come anche la routine sessuale, può comportare la morte del desiderio. Tutti i desideri, come anche quello sessuale, si nutrono dei cambiamenti, della variabilità, del bisogno di giocare e di sperimentare.
- Il ritenersi responsabili delle proprie azioni, superando l’idea che ognuno pensi di essere nel giusto e di colpevolizzare il partner.
- La capacità di introspezione e ponderatezza ovvero la capacità di riflettere sui propri e altrui pensieri (empatia).
- L’obiettività e stabilità emotiva, quindi la capacità di rassicurarsi e regolare le proprie emozioni.
- Il manifestare sia a parole che nei fatti, il riconoscimento del valore dell’altro, l’apprezzamento per le sue azioni e l’affetto per la sua persona.
Una persona con una buona autostima riesce ad esprimere in maniera più libera il proprio desiderio sessuale. Una buona comunicazione nell’ambito della sessualità, consente ai due membri della coppia di poter parlare liberamente dei propri vissuti, delle proprie sensazioni ma anche delle proprie preferenze rispetto alla sessualità.
La realizzazione di sé è positivamente correlata alla soddisfazione sessuale. Ma se le proprie necessità si antepongono costantemente prima di quelle del partner, l’egoismo e l’egocentrismo influenzeranno negativamente la relazione sessuale.
OSTACOLI AL RAGGIUNGIMENTO DI UNA SODDISFACENTE RELAZIONE INTIMA
- Idea di sé negativa. Una persona con scarsa autostima più probabilmente andrà incontro a vissuti di inadeguatezza, di vergogna nel momento di sperimentare il desiderio, come se, non se lo potesse concedere o meritare.
- Esperienze di contatto fisico nella famiglia d’origine. L’esperienza di dare e ricevere piacere fisico all’interno di una relazione stabile è influenzata dalle prime interazioni avvenute tra il bambino e il genitore, dalla presenza o meno di nutrimento emotivo avvenuto attraverso il toccarsi affettuosamente. Il modo in cui la persona ha amato ed è stato amato dei suoi genitori e il modo di amarsi che ha osservato nei genitori costituiranno delle mappe dentro la persona, che influenzeranno tutte le sue relazioni in positivo e in negativo.
- Educazione familiare. Una visione della sessualità caratterizzata da inibizioni e paure possono impedire l’espressione libera di sensazioni, emozioni e sentimenti.
- Rabbia. La sessualità può diventare il terreno dove esprimere rabbia, frustrazione, aggressività nei confronti del partner che non possono essere espresse in altro modo.
- Conflitti irrisolti. La sessualità rappresenta quell’area che più delle altre risente di tutti i conflitti irrisolti, delle paure, del modo con cui la persona ha portato avanti il proprio processo di separazione e individuazione dalla propria famiglia d’origine.
- Potere. Il partner attraverso un disturbo sessuale può detenere un potere all’interno della coppia perché impedisce al partner di godere pienamente del rapporto sessuale.
- Una quota di rabbia, competizione, ambivalenza, è inevitabile all’interno di una relazione intima. E’ importante che i partner possano risolvere questi sentimenti negativi, senza fintamente reprimerli o metterli al centro della relazione, evitando di spostarli sulla sessualità o manifestarli attraverso la sessualità. Una disfunzione sessuale può servire a ribilanciare un potere nella coppia, rispetto ad aspetti che il partner sente di subire nella coppia.
- Relazione tra partner. Se la relazione tra i partner è basata su una interazione del tipo genitore-figlio piuttosto che una relazione alla pari, la qualità della vita sessuale può risentirne. E’ infatti difficile sentire un desiderio sessuale con un partner che è viene vissuto come un genitore o come un figlio.
Altri fattori che inficiano sulla qualità della vita sessuale sono:
-
- la stanchezza fisica e psicologica
- eventi avversi, come perdita del lavoro, lutti
- cambiamenti dell’immagine corporea
- l’utilizzo di farmaci
- fattori ormonali
- l’insorgenza di alcune malattie che possono condizionare la vita sessuale e relazionale dei due partner
- gli stili di vita dagli impegni lavorativi diversi a diversi modi di vivere la quotidianità anche dal punto di vista del desiderio in senso stretto (chi predilige la mattina chi predilige la sera)
- il vivere in ambienti angusti, case piccole, quindi la mancanza di privacy
- la presenza di
PAURE CHE POSSONO INTERFERIRE NELLA RELAZIONE INTIMA
Le paure, generalmente apprese nell’ambito della famiglia d’origine, che possono interferire nel creare una buona intimità e una buona attività sessuale sono:
- la paura della dipendenza,
- la paura dei sentimenti,
- la paura della rabbia,
- la paura di perdere il controllo o di essere controllati,
- la paura di esporsi,
- la paura di essere abbandonati.
La paura della dipendenza può nascere quando è stata data molta importanza al fatto di riuscire a cavarsela da soli, senza ricorrere all’aiuto dei genitori. Il mito dell’autosufficienza può impedire di affidarsi al partner e contare sull’altro per il soddisfacimento dei propri bisogni emotivi. Se anche il partner presenta la stessa paura si può vivere un matrimonio parallelo dove ognuno vive la propria vita con una distanza emozionale.
La paura dei sentimenti può nascere quando la persona ha visto i genitori vivere i propri sentimenti in maniera eccessiva e con una costante perdita di controllo o viceversa, quando l’espressione dei sentimenti è stata svalutata e ridicolizzata. In entrambi i casi, il partner può reprimere e razionalizzare le proprie emozioni,
La paura di esporsi può nascere quando la persona ha sentito che l’affetto dei genitori si manifestava a patto che raggiungesse dei successi. Il timore di mostrarsi nelle proprie fragilità, oltre la propria facciata o immagine ideale, possa essere utilizzato dal partner nei momenti di conflitto come critica, impedisce di raggiungere una vera e propria intimità.
La paura della aggressività, sia propria nei confronti degli altri che di quella che si potrebbe ricevere dagli altri. Può nascere da ambienti familiari nei quali o l’eccessiva aggressività familiare o il costante soffocamento del conflitto, hanno portato a credere che la rabbia sia qualcosa di distruttivo. Nel primo caso, la persona, per timore che l’espressione della propria ostilità (inevitabile e fisiologica) verso il partner comporterebbe gravi conseguenze, preferisce evitare di stare in una relazione. Nel secondo caso, la paura della rabbia espressa dal partner può portare la persona ad essere sempre accondiscendente.
La paura di perdere il controllo o essere controllati porta a credere che in un rapporto intimo il partner assumerà troppo potere e dominio. La persona può temere di tornare ad assumere nella coppia, quella posizione di inferiorità che ha caratterizzato il rapporto con i genitori, perdendo la propria autonomia.
La paura di essere abbandonato o rifiutato può portare la persona ad evitare di legarsi troppo al partner. Può nascere quando la persona ha vissuto dei lutti o separazioni coniugali.