Queste puntate ci guideranno verso una convinzione spesso condivisa dagli ex-partner ovvero che la separazione a differenza del matrimonio duri tutta la vita!
Puntata n.1 I periodo di innamoramento
Se ci fermiamo a riflettere sulla formazione della nostra coppia possiamo individuare una prima fase di luna di miele cosiddetta di innamoramento. In questo primo periodo tra noi e il partner c’e’ uno specchio che ci fa vedere unicamente gli aspetti dell’altro che sono utili a darci un’immagine bella e desiderata di noi. Tutti gli altri aspetti non li vediamo.
Il partner rispecchia una caratteristica che abbiamo e che viene rinforzata o una caratteristica che non abbiamo ma che vorremmo avere. Stando vicino a quel partner con quella caratteristica diventiamo la donna o l’uomo che vorremmo essere. Come se adottassimo i pregi che vediamo nel partner e che vorremmo avere. Se ci innamoriamo dell’intelligenza o dell’autorità che ha il partner e’ come se acquistassimo anche noi le stesse capacità o potere. Nello specchio e’ come se vedessimo solo la nostra immagine arricchita da alcune caratteristiche dell’altro. Questa fase e’ funzionale a vederci come vorremmo o a rafforzare un aspetto della nostra immagine e a non vedere gli aspetti di noi che non ci piacciono.
Dopo un po’ di tempo lo specchio che si frappone tra noi e il partner si trasforma in un vetro attraverso il quale cominciamo a vedere tutte le altre caratteristiche, del partner e nostre.
Il passaggio dallo specchio al vetro può essere destabilizzante.
Per gestire queste due nuove immagini, il me e il te, caratterizzate da tutti i loro aspetti sarà necessario uno strumento molto difficile da utilizzare, quello della negoziazione.
La negoziazione è come un occhiale che permette di mettere a fuoco le due immagini, il me e il te, grazie alla montatura degli occhiali, il noi. Senza gli occhiali della negoziazione c’è il rischio di vedere solo un’immagine (o me o te) o di vedere sfocate entrambe (noi senza me e senza te).
La negoziazione può permettere di raggiungere un equilibrio tra gli spazi individuali e quelli condivisi nei diversi compiti e nelle relazioni che la coppia vive: lavoro, figli, famiglie d’origine, amicizie, interessi/passioni.
Attraverso la negoziazione c’è posto per un senso di appartenenza alla coppia e contemporaneamente c’è posto per il riconoscimento della propria e altrui individualità.
Alcuni esempi di crisi che possono nascere quando manca un confronto reale, una negoziazione tra il me e il te sono:
– quando idealizziamo il nostro partner con l’obiettivo di mantenere un noi mitizzato e mitico. Il noi di coppia definisce il me, come una protesi, a cui non possiamo fare a meno ma che impedisce di esprimerci e di vederci per come siamo realmente. Se lo facessimo avremmo paura di andare incontro alla rottura del noi mitico. Generalmente accade quando l’unione con il nostro partner ha permesso il superamento di nostre difficoltà, ad esempio, dopo un lutto, un licenziamento, una dipendenza da sostanze.
Un giorno però può accadere che inaspettatamente scopriamo che il partner ci nasconde un segreto importante oppure potremmo essere noi a tenere nascosta una vita parallela, problematiche economiche, una malattia, delle abitudini sessuali, uno stile di vita, una particolare gestione dell’attività lavorativa, una dipendenza da sostanze o comportamentali, delle convinzioni ideologiche o religiose. Lo svelamento accidentale del segreto comporterà una grande rabbia sia verso il partner che ha tenuto il segreto sia verso noi stessi perché non siamo stati in grado di vedere ciò che ci veniva nascosto. Ci svalutiamo, ci sentiamo in pericolo perché non abbiamo più fiducia nelle nostre capacità di comprendere il partner.
– quando abbiamo l’aspettativa, senza esplicitarla, che il partner utilizzi le sue reali caratteristiche, per soddisfare i nostri bisogni. Si crea una incompatibilità delle aspettative, perchè per soddisfare l’aspettativa del nostro partner dovremmo rinunciare alla soddisfazione dei nostri bisogni. L’incompatibilità è reciproca; anche il nostro partner non può rispondere alla nostra aspettativa, a meno che non rinunci ai suoi bisogni. Se non riusciamo a dichiarare le reciproche aspettative e a confrontarci, proviamo una grande insoddisfazione, perché i nostri bisogni non vengono appagati e una profonda delusione, perchè il partner ci nega le sue capacità che tante volte, vediamo offrire ad altre persone. Il reciproco “tradimento” non sfocia in una conflittualità aperta, per la speranza che, prima o poi avvenga un cambiamento o per il timore di una rottura della relazione. L’insoddisfazione spesso viene spostata sulla genitorialità, sui figli, sulle famiglie d’origine.
– quando le nostre richieste esplicite sono espressione del potere che vogliamo esercitare sul partner e impongono una modificazione degli aspetti del noi, del me e del te. Un partner assume una posizione dominante negando qualsiasi tentativo di confronto mentre l’altro sente che nonostante i suoi sforzi a favore della coppia, non riesce a modificare la bilancia del potere. Il risultato è una conflittualità aperta e una rabbia per l’impegno profuso.